Marco Gentili per l'Università Agraria

Senza “truppe cammellate” e senza avvenimenti genuflessi!

Ormai mancano poche ore  al voto, siamo alla conclusione del periodo di campagna elettorale, fatta da politici o meglio concittadini che scendono in piazze e mercati esponendo i loro programmi, come fossero prediche sacre, discutendo, ostentando e a volte litigando con i propri avversari, ma che, facendo almeno apparire di rispettarsi profondamente l’un l’altro, riescono ad ottenere appoggio e stima da parte dei nostri cittadini. Mi sembra di vedere un vecchio remake; ho sempre più la netta impressione che le immagini che passano in TV siano in bianco e nero, e i due politici che vediamo (di cui uno oltretutto è un Prete) non siano veri politici, ma solo attori e spesso falsi fautori di una fede improvvisata, che sarebbero al massimo in grado di mettere in scena una scarsa rappresentazione di uno dei tanti egregi episodi di “Don Camillo e Peppone”. Allora cambio canale: metto su un telegiornale qualsiasi e il più delle volte, ad un triste bollettino di guerra e terribili cronache, susseguono le solite, scontate, finte ed infauste campagne elettorali Nazionali dell’Innominato. Sembra parlino di Giustizia, sommaria ovviamente, visto che studiata ed approvata solo se gli calza a pennello; e si sfiora il ridicolo quando, per rendere tutto ciò più veritiero, credibile ed accattivante per un popolo spesso ingenuo e male informato, i fiumi di parole vengono accompagnati e “riempiti” da continue inquadrature delle Questure, delle aule di Tribunali, o si trasmettono impropriamente o banalmente interviste ad avvocati e giudici. Anche coloro che nella realtà dovrebbero essere i nostri politici, a volte sembrano personaggi che si impegnano per recitare un copione già scritto, sovente, rivisto e collaudato. Tristi scene che mostrano qualcuno che, in un italiano stentato, dà del fascista a qualcun altro investito da un incarico diverso dal proprio, che a sua volta urla e chiama “Giudici Comunisti!” tutti quelli che non sono d’accordo con lui. Poi ci sono altri personaggi, forse semplici comparse recitanti ruoli secondari, che si spalleggiano e  avallano le dichiarazioni dell’uno o dell’altro. Di programmi loro veri e propri, seri, però neppure l’ombra: non se ne sente neppure parlare lontanamente; solo difese, persone che parlano di intercettazioni, di inchieste, di favoreggiamenti, di corruzione, gente che si insulta,  che minaccia e si minaccia. A questo triste spettacolo non resisto più di dieci minuti e poi giro di nuovo su Don Camillo e Peppone: se proprio devo farmi prendere per il culo,  almeno voglio ridere un po’. Noi ci vediamo domani e lunedì, alle urne elettorali.

Vi ricordo l’orario: Domenica 30 Maggio 2010, ore 8:00 ; 22:00 e lunedì 31 Maggio 2010, ore 7:00 ; 15:00.

Senza “truppe cammellate” e senza avvenimenti genuflessi.

Sempre per e con voi,

Marco Gentili.

29
mag 2010
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Diari di bordo!

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Allontaniamoci dal Medioevo!

Ben ritrovati a tutti.

Innanzi tutto mi scuso per la mia “latitanza” di questi ultimi giorni, ma sono stato molto impegnato a studiare per una prova universitaria che dovrò affrontare venerdì p. v.. Detto ciò spero che, nonostante il mio tacito silenzio certamente non voluto, abbiate avuto voglia e modo di valutare quanto da me esposto negli ultimi post che ho scritto in maniera semplice e, spero, trasparente. A questo punto, se sono riuscito nell’intento, dovreste avere idee più chiare sulle mie intenzioni e su che cosa vorrei realizzare insieme a voi per e con il nostro Partito, anche con l’ausilio, la presenza e l’impegno di un Ente che da sempre stimo e considero uno dei punti di forza del nostro territorio. Infatti credo fermamente che l’Università Agraria possa essere il vero anello di congiunzione tra le potenzialità e le risorse che il nostro Paese ci offre, anche se ad uno “stato grezzo”; spetta a noi impegnarci per metterle a frutto  nel migliore dei modi anche per quei cittadini che non possiedono appezzamenti di terreno o, come si diceva nel lontano Medioevo, latifondi.  A mio avviso, infatti, come risulta anche da quanto affermato e trattato nei miei post precedenti, migliorare e potenziare il territorio, a partire dalla “zolla”, non significa solo fare un’opera di semplice bonifica, ma anche creare opportunità di impiego nuove ed alternative indirettamente collegate al territorio come lo sviluppo del settore del turismo e del terziario in generale, non dimenticando né trascurando mai la consapevolezza di avere anche il privilegio di uno straordinario patrimonio storico, artistico ed archeologico  che, personalmente, non credo sia giusto ricordare, mettere in risalto e “sfruttare” solo in occasione di sagre o feste di Paese, ma anche per incentivare l’economia in generale, partendo ad operare quotidianamente nella realtà di tutti i giorni, vissuta personalmente dai cittadini e continuamente constatata da tutti coloro che vivono, lavorano o possiedono terreni o attività nel nostro territorio.

Sempre per e con voi,

Marco Gentili

26
mag 2010
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Diari di bordo!

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Immobili e Terreni

Onde non vedere più nell’Università Agraria di Tarquinia un monolite statico condizionato da retaggi e demagogia,  il suo vasto patrimonio necessita di massima attenzione. I terreni di proprietà collettiva divisi  a macchia di leopardo dovrebbero essere ricompattati arginando ogni aggravio di spesa derivante dalla perimetrazione dei confini mediante necessarie recinzioni, mettendo a disposizione strumenti quali permute e compravendite. Infatti la demagogia dilagante degli ultimi decenni ha fatto sì che importanti unità immobiliari siano state irrimediabilmente danneggiate in attesa di risorse pubbliche e finanziamenti mai arrivati. Siamo convinti che regolarizzando la posizione inerente agli immobili urbani dell’Università Agraria, utilizzandoli,  modernizzandoli e cercando di vedere non tanto solo la loro utilità economica, ma anche quella sociale diffusa per la collettività, si riuscirebbe a realizzare vari progetti importanti quali, ad esempio, la creazione di una casa famiglia dove ragazzi bisognosi, affetti da disabilità possano imparare a condividere un futuro senza i propri genitori scongiurando il rischio di segregazione in istituti.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

20
mag 2010
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Diari di bordo!

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L’Università Agraria e il mondo venatorio

Sempre per incentivare l’economia e salvaguardare la difese del patrimonio dell’Ente, proponiamo come nuovo obiettivo la creazione di luoghi atti all’allevamento in cattività di selvaggina autoctona, favorendo così anche il ripopolamento della fauna locale. Il tutto, magari, sostenuto anche da strutture pubbliche.

L’Università Agraria e la Città

Attraverso  l’Università Agraria vorremmo premiare la qualità e la professionalità imbandendo bandi pubblici per selezionare gli eventi e le manifestazioni con peculiarità e finalità statutarie ed istituzionali, basandosi su indicatori precisi e non soggetti a valutazioni di tipo personale e politico. Questo aumenterebbe, a nostro avviso, la vicinanza al mondo dei più giovani, imprenditori agricoli e non, che avrebbero la concreta possibilità di acquisire un ruolo di maggiore sostegno e supporto per l’Università Agraria di Tarquinia la quale può agire sia come organizzatore che come partner di supporto e/o ente patrocinante.

Proponiamo inoltre una più intensa presenza nell’ambiente scolastico, ad esempio consolidando i progetti condivisi con le scuole di ogni ordine e grado che nell’ultimo quinquennio hanno visto l’Università Agraria di Tarquinia quale partner di riferimento. Inoltre l’idea è quella di continuare sulla scia dell’’istituzione di borse di studio compiuta nell’ultimo quinquennio, date agli studenti più meritevoli,  con ulteriori intenti didattici e di sprone nei confronti degli studenti interessati. Obiettivo: coinvolgerli a problematiche sociali, ambientali e territoriali.

Con questo si darebbe maggiore attenzione all’educazione ambientale e a quelle situazioni in cui il messaggio si coniuga con attività ludico ricreative capace di interessare le nuove generazioni rispetto temi di grande attualità. Inoltre in questi anni, essendo l’Università Agraria di Tarquinia un punto di riferimento costante per il mondo delle associazioni e del volontariato in generale, l’opera meritoriamente svolta deve essere proseguita guardando al dialogo e al reale interesse della collettività.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

19
mag 2010
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Diari di bordo!

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Prodotti Locali

Visto il rilievo riconosciuto, nell’ultimo periodo, alla valorizzazione dei prodotti locali, unici nella loro qualità e territorialità, proponiamo una nuova sfida per il prossimo quinquennio: economizzare sulle spese accorciando la filiera produttiva dando la possibilità di trasformare il prodotto in loco, abbattendo i costi, garantendo per il mondo agricolo, qualità e aiuto alle famiglie morse dalla crisi economica. Prodotti a Km zero, favorendo gruppi di acquisto solidali soprattutto tra quelle categorie più sensibili alla crisi, selezionando le aziende in regime biologico e garantendo chi acquista in maniera seria.

Il nostro fine è quello di dare un marchio collettivo che sia garanzia per i consumatori e identificativo di un territorio. La qualità come parametro complessivo svincolato dalla tipicità, sostenendo una sinergia con la ristorazione e la commercializzazione, nel comune intento di promuovere Tarquinia.

Creazione nuovi orti per favorire la produzione familiare, non solo una dinamica sociale, ma anche e soprattutto in un ottica di tutela alimentare: produttore e consumatore divengono il medesimo soggetto. 

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

17
mag 2010
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Diari di bordo!

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Casali, unità immobiliari, agriturismi

Con il nostro programma abbiamo cercato di non trascurare il settore terziario. E’ stato efficacemente sperimentato un piano per il recupero di alcuni casali deteriorati tramite la realizzazione di progetti condivisi tra pubblico e privato, prediligendo il sostegno e lo sviluppo delle cooperative sociali. Una volta completato il recupero del casale, la nostra idea sarebbe quella di predisporlo per divenire un vero e proprio agriturismo immerso in un’azienda agricola interamente condotta in regime biologico, mosso e gestito dalla capacità di creare sinergie e sistemi di rete con altre realtà, individuando con le procedure di legge un partner che sappia garantire un valore aggiunto sulla base di una proposta oggettiva che tenga conto dello know how di provenienza.  Dopo anni di degrado l’obbiettivo oggi è non perdere preziose unità immobiliari.

I suddetti incrementi prevedono, ovviamente, una necessaria corretta individuazione urbanistica  al fine di garantire condizioni di lavoro in perfetta sicurezza per i dipendenti dell’Ente. Questo include concreti interventi sul piano “strutturale” e territoriale che avranno come conseguenza un potenziamento anche della possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Pensiamo cha si potrebbe cominciare, ad esempio  dalla recinzione per ampliamento di comparti di pascolo. Secondo il nostro punto di vista questo risulta fondamentale sia per la difesa e la tutela dei boschi, sia per ragioni meramente allevatoriali: siamo consapevoli che risanare la situazione di abbandono discendente dagli anni ’80 e ’90 richiederà impegni sostanziali di medio e lungo termine, ma siamo pronti a metterci in gioco; miriamo poi alla valorizzazione delle specie animali utili al recupero di persone diversamente abili utilizzando tutte le risorse esistenti.

Il nostro auspicio è quello di rendere queste aziende energeticamente autosufficienti, escludendo fonti che comportino immissione di sostanze inquinanti nell’aria che provocherebbero anche danni paesaggistici.

Tramite il nostro ausilio ci impegnamo a valorizzare anche manifestazioni nelle quali l’Università Agraria di Tarquinia si candiderebbe ad essere protagonista di eventi di importanza strategica: una novità la realizzazione di una vera fiera del bestiame in collaborazione con gli Enti fieristici locali dedicata alle realtà allevatoriali del territorio e magari aperta ad una dimensione nazionale.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

15
mag 2010
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Ambiente e territorio

Nel nostro programma non trascuriamo un altro aspetto fondamentale: tutelare le risorse idriche e curare, intensificandolo e/o potenziandolo, il rimboschimento. Mi spiego: pur essendo favorevoli alla realizzazione di casse di espansione del fiume Marta, dopo l’esondazione, riteniamo che quest’opera, sebbene finalizzata a rendere nuovamente produttivi alcuni tratti di terreno, non debba in alcun modo pregiudicare la lavorazione dei terreni agricoli e la sicurezza dei terreni e degli agricoltori in generale. Inoltre ci battiamo perché avvengano opere di rimboschimento mirate in zone dove siano realmente efficaci, affinchè non diventino una semplice mozione di principio o uno squallido e subdolo modo di incassare contributi senza uno scopo ben preciso, ma che, al contrario, gli eventuali introiti economici possano essere utili al prossimo futuro dell’Università Agraria. Inoltre un’altra nostra aspirazione che speriamo ci diano l’opportunità di realizzare è il recupero delle molte aree pinetate a tutt’oggi non pienamente sfruttate, in vista dello sviluppo di aree organizzate, ad esempio ricreative o dove praticare l’ippoterapia. Molte di queste zone sono demaniali e con il nostro contributo ci impegneremmo per riscattarle e metterle a disposizione dell’Ente e quindi del cittadino.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

14
mag 2010
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Turismo e percorsi

Data la presenza di personale qualificato e la professionalità di esperti che conoscono a fondo il nostro territorio, come altro punto focale del nostro programma, riteniamo importante concentrare parte delle nostre energie sul settore del turismo e della realizzazione di percorsi alternativi. Nello specifico il nostro fine è quello di far divenire la rete delle associazioni un vero e proprio bacino di riferimento da cui attingere e cogliere idee, proposte, risorse umane e, di conseguenza, creare anche forza lavoro.

In merito a ciò abbiamo pensato che sarebbe molto positivo incentivare, anche sulla porzione di terreni gestiti dall’Università Agraria di Tarquinia con caratteristiche strutturali adeguate, l’iniziativa per la realizzazione di vari percorsi naturalistici per attrarre l’attenzione delle nuove generazioni e dei turisti in generale. Un simile progetto, infatti, ha riscosso un buon riscontro già in alcuni progetti didattici finalizzati alle scuole.

Inoltre, vista la crescita quantitativa e qualitativa del patrimonio equino dell’Ente e considerata, altresì, l’apertura ed il ripristino di sentieri naturalistici da utilizzare a cavallo, la nostra nuova sfida, atteso il successo delle sperimentazioni condotte, è la realizzazione di ippovie collegate e sicure che mettano in rete l’intero territorio del comune di Tarquinia aprendosi ai comuni limitrofi e collegandosi alle reti esistenti su scala provinciale e nazionale.

Continuando su questa linea, vorremmo valorizzare il connubio tra bike e natura, consolidato in vari eventi sportivi svoltisi sul nostro territorio. Ai nostri occhi, infatti, appare molto interessante e stimolante la proposta di costituire percorsi che permettano di godere delle risorse naturalistiche ed archeologiche del nostro straordinario patrimonio.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

13
mag 2010
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Energia & Università Agraria

Rimanendo sulla stessa linea di pensiero, affrontiamo un altro argomento delicato e che mi sta particolarmente a cuore: la produzione di energia.

Per me e per noi, praticamente da sempre, quello dell’ambiente è ed è stato uno dei temi dominanti, soprattutto per ciò che riguarda il rilancio complessivo dei beni dell’Università Agraria di Tarquinia.  Siamo impegnati, e continueremo ad esserlo, nel dire un NO convinto a tutto ciò che è fonte di inquinamento: spingiamo per far sì che ci sia una nuova “apertura mentale” e predisposizione di pensiero sulla opportunità di sviluppare il più possibile sistemi di energia alternativa, considerandola un’ottima fonte rinnovabile, utile, se non indispensabile, per le produzioni agricole, con la prospettiva di utilizzo di terreni a tutt’oggi marginali o scarsamente produttivi.

Allo stesso modo e con la medesima forza e convinzione ci opponiamo fermamente al nucleare, fonte energetica che consideriamo non solo pericolosa ma anche altamente inquinante. Non a caso la proposta del nucleare è stata bocciata con un referendum anche dagli italiani nel 1987.

Credo che questo nostro splendido territorio, potenzialmente ricco di risorse, abbia già pagato un prezzo elevatissimo in termini di servitù energetiche e la sola proposta dell’eventuale presenza di ulteriori centrali inquinanti sia da intendersi solo come una vera e propria aggressione inaccettabile nei confronti della nostra terra.

E, anche se consapevoli della difficoltà della nostra pacifica ma agguerrita lotta, di fronte a tutto ciò proponiamo di sviluppare energia con nuovi metodi alternativi ed innovativi, certamente molto meno dannosi: diciamo ancora una volta SI al fotovoltaico ed all’eolico come fonti di energia pulita e rinnovabile ed auspichiamo che i beni di proprietà collettiva diventino luoghi e spazi da utilizzare nell’interesse  ed a garanzia dei cittadini. Il nostro fine è quello di far sì che l’Università Agraria di Tarquinia non sia diretta produttrice di energia, ma piuttosto “garante” dell’impresa privata, funzionando contemporaneamente come  referente ed organo di controllo, senza mai scadere, però, in una mera logica speculativa.

Di vero interesse troviamo, perciò, la realizzazione di impianti di produzione energetica alimentati da energia pulita in quanto siamo convinti che solo attraverso una strenua e continua difesa del nostro territorio si possa guardare al futuro nell’intento di mettere a reddito valori e ricchezze non economici come il paesaggio, la suggestione di luoghi incontaminati, le numerose aree di interesse archeologico, attraverso  l’utilizzo di strumenti e mezzi compatibili con la green economy, la nuova frontiera di cui l’Università Agraria di Tarquinia vorremmo che fosse, allo stesso tempo, motore di propulsione e punto di riferimento.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

12
mag 2010
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La terra agli agricoltori

Titta Marini diceva: “Terra: da vivo è bassa e da defunto pesa”. Rifacendomi a queste brevi ma incisive parole di uno dei più illustri poeti Tarquiniesi, continuo ad introdurvi nel nostro programma trattando un argomento certamente e particolarmente importante: la terra agli agricoltori.

Innanzi tutto ribadisco il fatto che, secondo il mio punto di vista, è fondamentale effettuare una vera e propria “razionalizzazione” dei terreni che rientrano nell’Ente, ovviamente sempre nel pieno rispetto delle dinamiche evolutive del mondo agricolo. Mi spiego: bisogna cominciare a sostenere fermamente la nuova agricoltura, concedendo più facilmente lotti a giovani imprenditori agricoli, donne ed allevatori, evitando così che si formino posizioni dominanti, arginando il latifondismo, per puntare ad un’innovazione che, anche tramite l’incentivazione della sperimentazione pubblica, certamente porterebbe ad un superamento, almeno parziale, dell’attuale crisi del mondo agricolo.

Il principio guida che muove questo mio pensiero è quello che, rendendo più fruibili ed organizzati i lotti di terreno e magari trovandone anche altri, si faciliti anche la loro “lavorabilità”: bonificando più terreni possibile e non togliendo le quote di terreno a chi ne ha diritto, ma anzi, migliorandone le condizioni ed offrirne di altri e di diversi, sicuramente favorirebbe non solo l’interesse agricolo, ma anche tutto il sistema produttivo che oggi sta rischiando di diventare improduttivo. Un esempio in tal senso può essere quello sperimentato con il regolamento sulla fida pascolo ed il fermo SI al biologico come forma di incentivazione nei confronti delle aziende che dovrebbero beneficiare, oltre che della contribuzione proveniente dagli Enti pubblici, anche di fondi privati.

Questi, secondo me, sono i punti fondamentali da prendere in considerazione per rilanciare un’agricoltura in declino che, se ben curata e “sfruttata”, probabilmente rappresenterebbe una delle maggiori risorse, anche economiche, del nostro Paese.

Sempre per voi e con voi,

Marco Gentili.

11
mag 2010
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Diari di bordo!

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