Marco Gentili per l'Università Agraria

14/09/15 Ultimo discorso nell’Ente Agrario di Tarquinia

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA


14 settembre 2015
Ultimo discorso nell’Ente Agrario di Tarquinia
del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.


Illustrissimo Signor Presidente,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

buonasera a tutti!

Sono trascorsi già cinque anni da quando, nel 2010, mi insediai in questa amministrazione con un progetto politico semplice e chiaro: continuare il confronto democratico nella nostra comunità a supporto di un uomo che, arrivato al culmine delle sue due legislature, ha rivitalizzato le vestigia di un’epoca passata, di alto valore storico e civico per tutta Tarquinia.

Spero che la mia presenza abbia contribuito a dare importanza e legittimità al nostro lavoro e allo stesso tempo lungimiranza a questo Ente.

Ci tengo a dire al Presidente Antonelli, un più che sincero e doveroso grazie. Ritengo che il tuo operato si sia caratterizzato sempre per un alto livello di trasparenza, comunione di intenti e determinazione nel raggiungere i risultati, aspetti che vorrei poter incentivare anche a palazzo Matteotti e che: ancora ci ospita nonostante i lavori dell’ascensore siano iniziati.

Ancora non mando giù il post-gestione dell’evento “Earth Day“, quello sulla protezione e la valorizzazione ambientale, che io volli organizzare insieme a questo Ente e in collaborazione con il Comune di Tarquinia. I fondi che avevamo pattuito di stanziare per il personale coinvolto nell’evento non sono più stati erogati e ancora, che Bacciardi lo sappia, tento di dare spiegazioni mai del tutto chiare a chi ha lavorato senza ricevere la ricompensa nell’anno 2013.

Mi spiace dire in questa occasione che la sospensione dell’appuntamento a Tarquinia con la Giornata mondiale della Terra ha rappresentato una sconfitta non solo per me ma per tutti, dal momento che i temi relativi all’ambiente dovrebbero essere una priorità per tutti e uno strumento di educazione civica, oggi più che mai!

Inoltre, nonostante l’ordine del giorno non contempli il tema, vorrei comunque rivolgermi nuovamente a Bacciardi, e sarò brevissimo per rispetto della scaletta. Posso avere una risposta definitiva sul capitolo PEBA? Una risposta chiara e secca: nel testo del Regolamento attuativo del nuovo Piano regolatore si citano i PEBA? Sì o no, niente di più. Ripeto che comprendo il fatto che non è la sede idonea di discussione del tema ma la Legge 104 del 1992 va rispettata; al contrario va a finire che qualcuno la impugni contro la nostra amministrazione comunale. Potrebbero anche essere quelli dell’opposizione a farlo. Sempre che al Comune di Tarquinia ci sia rimasto ancora un briciolo d’opposizione.

Mi prendo ancora qualche minuto, e poi concludo, per dire al Presidente Antonelli nuovamente grazie per aver “puntato i piedi” e preso in mano l’annosa situazione che fin dal 1993 ha reclamato una risoluzione e per essere dunque riuscito a porre fine alla vertenza ICI tra Comune ed Università Agraria, dimostrando ancora una volta capacità di collaborazione e problem solving, anche se poi il Governo Renzi non dà la dovuta ricompensazione al Comune di Tarquinia.

L’unica ferita aperta che mi porterò dietro a conclusione di questa avventura è quella relativa alla vicenda Maretour Srl. Tristemente finita come da me prefigurata.

Ho terminato. Grazie a tutti e Bacciardi, caro Consigliere, stavolta rispondimi.

Grazie ancora di tutto (a te) caro Presidente!
Marco Gentili.

15
set 2015
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20/06/14 Discorso apertura sportello per immigrati e cittadini

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA


20 giugno 2014
Giornata Mondiale del Rifugiato UNHCR
Discorso apertura sportello per immigrati e cittadini
del Consigliere comunale PD, Marco Gentili.


Care e cari,

è con sommo piacere che, oggi, in veste di doppio Consigliere: dell’Università Agraria e del Comune, sono chiamato a intervenire facendo gli onori di casa a nome del nostro Primo Cittadino Mazzola che, per sovrapposizione d’eventi e altre circostanze politiche, non è potuto essere con noi oggi per darci il benvenuto dell’amministrazione comunale. E poi, in attesa che ci raggiunga il Presidente Antonelli, porto il saluto anche del medesimo e dell’altra amministrazione, quella di via Garibaldi. Un saluto e un benvenuto particolare da parte mia e dei miei colleghi al Ministro dell’Ambasciata dell’Argentina.

Era gennaio 2011 quando in ricorrenza della Giornata Mondiale del Rifugiato e del Migrante, per la quale ho promosso e realizzato proprio in questa sede un convegno sul tema, si cominciò a riflettere sul crescente fenomeno della migrazione, che oggi più di ieri viene sentito come impellente per i fatti che riguardano la nostra nazione, necessitando di un passaggio repentino dalle parole ai fatti.

Quest’anno il tema scelto è proprio il Viaggio. Inteso in senso più ampio in quanto ogni individuo è un migrante nel corso della vita ed è importante, anche se solo per brevi momenti, potersi soffermare sulla necessità di recuperare quell’umanità che stiamo perdendo.

Ritengo indispensabile a tal proposito informare e sensibilizzare tutta l’opinione pubblica sulla figura dei migranti, spesso costretti ad una scelta dolorosa, ma necessaria, per salvarsi da condizioni di guerra e di violenza, questa soprattutto verso le donne. Abbandonare il proprio paese per avventurarsi in un viaggio del quale non si conoscono gli esiti deve essere oggetto di riflessione per tutti noi. Le motivazioni che stanno alla base di una scelta così radicale sono talmente profonde che meritano ascolto e comprensione da parte, non solo di quei cittadini che per motivazioni geografiche e logistiche (pensiamo ai lampedusani) accolgono i migranti e che si sono sempre dimostrati aperti e disponibili, ma soprattutto da parte delle istituzioni che devono sostenere i migranti non solo dal punto di vista fisico ma anche e soprattutto psicologico. Non possiamo conoscere i traumi che queste donne e questi uomini portano con loro nelle loro piccole valige, traumi fisici dovuti alle violenze e interiori dovuti alla paura della morte e non solo, ma meritano di essere ascoltati e quindi, accolti in un modo più globale.

Alla vigilia del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, che dopo la Grecia il primo luglio vedrà l’Italia capofila, occorre concretizzare un maggiore impegno della stessa su questo fronte. D’altra parte l’Europa non può non avere una politica internazionale comune che diffonda i suoi valori di libertà e democrazia, né può continuare a considerare il Mediterraneo una semplice periferia dell’Unione. Il nostro mare è oggetto di continui viaggi della speranza e le nostre coste meta di sbarchi di rifugiati di guerra richiedenti asilo politico. L’Italia non può, da sola, fornire a queste persone il supporto che necessitano e che meritano, c’è bisogno del sostegno di tutti.

Quindi, da responsabile del Forum Immigrazione del Partito Democratico della provincia di Viterbo, non posso non costatare che tale investitura non sarebbe potuta arrivare in un momento più opportuno. Le priorità italiane per il semestre di Presidenza riavvicinano finalmente Bruxelles al Mediterraneo, un mare che bagna Paesi uniti da gravi difficoltà economiche, sociali e politiche.

L’operazione Mare Nostrum, avviata proprio a seguito della tragedia del 3 ottobre, ha salvato ad oggi più di 43.000 persone provenienti da 12 Paesi del Mediterraneo e Medio Oriente. Il suo costo, 9,3 milioni di euro al mese, è insostenibile nel lungo termine. Irrisori i contributi ricevuti dall’UE, circa 30 milioni di euro da ottobre.

Importante quindi ricordare che proprio in questa giornata verrà attivato nella nostra cittadina lo sportello, pubblico e gratuito per immigrati e cittadini, già inaugurato nei giorni precedenti con l’obiettivo scambi interculturali, progetti a valenza sociale e progetti pedagogici scambi interculturali, progetti a valenza sociale e progetti pedagogici scambi interculturali, progetti a valenza sociale e progetti pedagogicidi creare scambi interculturali, progetti a valenza sociale e pedagogica. Un plauso all’Università Agraria di Tarquinia, alla Pro Loco, all’associazione InTERRAzione e all’associazione Con-Tatto Natura per la promozione e il coinvolgimento in questa iniziativa.

Concludo. Navanethem Pillay, Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani dice: “Come le nostre società trattano i migranti determinerà la possibilità di costruire una società umana fondata sulla parità dei suoi membri nella giustizia, nella democrazia, nella dignità e nella sicurezza”. Dovremmo tenerlo sempre a mente.

Grazie ancora,
Marco Gentili

20
giu 2014
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27/07/13 Book & Wine: “Prendete e bevetene tutti. Una indagine del commissario Cosulich”

(clicca sull’immagine per ingrandirla – tutte le altre fotografie qui)

In qualità di rappresentante dell’Università Agraria, delegato ai rapporti con le Università e al progetto Agraria Giovani sono davvero contento di aprire questo mio intervento porgendovi un sentito benvenuto e ringraziando tutti per la gradita partecipazione.

Stasera ho il piacere di introdurre l’imprenditore Giovanni Negri, ex segretario del partito radicale, parlamentare italiano ed europeo, nonché, fondatore dell’Osservatorio laico di Roma. Per introdurlo al meglio permettetemi, però, un po’ del suo excursus solo come autore di libri. Nel 2006 con Roberto Cipresso ha pubblicato “Il romanzo del vino”, nel 2009 “Vineide” e “Vinosofia” nel 2010, tre libri che hanno cambiato il modo di scrivere di enologia. Ha esordito con successo come romanziere, sempre nel 2010, con “Il sangue di Montalcino”, prima storia della serie che ha per protagonista il commissario Cosulich, proseguita poi nel 2012 con “Prendete e bevetene tutti”. Libro che è occasione di questo incontro. Nel 2011, inoltre, insieme ad Elisabetta Petrini ha pubblicato per Mondadori il saggio “Roma Caput Vini”.

Immagino che tra i presenti ci saranno felici degustatori di vino e al tempo stesso lettori interessati anche al genere dei noir e, più semplicemente, di tutti quei romanzi avvincenti che incantano e travolgono i lettori. Il libro protagonista di questa serata sono certo ammalierà tutti voi per il suo potere di legare magistralmente vicende e indagini intriganti relative alla storia del vino in Europa.

Sono rimasto davvero affascinato dalle ore di lettura che mi hanno catapultato piacevolmente tra le più affascinanti abbazie d’Europa, tra monasteri, frati e cardinali. Non si direbbe visto il mio alter ego laico e data la mia scarsa empatia con i cristiani fondamentalisti convinti ancora che il racconto della Genesi sia un dato scientifico assodato. Nel testo, infatti, emerge l’influenza della Chiesa cattolica che nei secoli ha utilizzato il vino per convertire gli animi dei potenziali discepoli. Davvero interessante scrutare questo patto epocale tra Chiesa Cattolica e vino ed approfondire il mistero che li lega in maniera così profonda. In sostanza, come già ha riferito l’autore in una sua intervista, se il vino è un’icona, molto è dovuto al fatto che la Chiesa e la religione cattolica l’hanno portato fin sull’altare.

Personalmente ho percepito subito molto chiaro l’intento dello scrittore di rendere ancora una volta il vino il mezzo squisito per raccontare gli avvenimenti. Il vino non è solo il prodotto finito che delizia le nostre tavole e accompagna i migliori pasti, ma è stato anche il protagonista di secoli di passione, di prove, di tentativi, di sperimentazioni, di sudore della fronte di tanti produttori: è proprio all’interno di questa cornice dunque che il caro attento e sagace Negri (che sa il fatto suo, essendo produttore di vini nelle Langhe piemontesi) disegna le vicende del commissario Cosulich.

Un viaggio piacevole, ben calibrato, con le emozioni di chi il vino lo sente vibrare, una tensione narrativa molto gradevole, un po’ come l’ultimo brindisi di Cosulich, attraverso un bel bicchiere di Franciacorta dopo che il commissario riesce a venire a capo dell’intreccio di misteri che scaturiscono dalla sua indagine, iniziata dal ritrovamento di una Mini carbonizzata, quella del padre delle bollicine italiane Mario Salcetti, in fondo a un dirupo. Nel riflettere sulla figura del commissario Cosulich non nascondo di aver pensato al famoso collega Megret che tra una portata e l’altra riesce a risolvere tutti i casi conferitigli.

Un libro che sicuramente indurrà chi l’ha letto a fare tantissime domande perché gli spunti di riflessione sono effervescenti come le bollicine del vino. Quindi non proseguo oltre e, per il momento, mi fermo qui. Lascio la parola all’imprenditore di vino perché sono curioso più di voi di sentirlo parlare.

Grazie ancora,
Marco Gentili.

27
lug 2013
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Discorsi

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21/04/13 Discorso per Convegno “Ambiente e Quotidianità”

EARTH DAY TARQUINIA 2013


21 aprile 2013
Discorso per Convegno “Ambiente e Quotidianità”
del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.


 

Salve a tutti,

ringrazio la disponibilità dei relatori partecipanti quest’oggi: Giovanni Emiliozzi, Alessandro Sacripanti e Pietro Gorettida rappresentante dell’Università Agraria di Tarquinia e del Comune di Tarquinia. Sono, quindi, più che mai investito della responsabilità di parlare con voi di un argomento che per noi tutti, soprattutto in questo particolare e delicato momento storico e politico, è di fondamentale importanza: preservare il nostro Pianeta.

Come già affermato sui network che hanno pubblicizzato la Giornata odierna, la mia sfida personale è diventata quella di tentare di costruire una nuova egemonia che sappia coniugare tradizione locale, saperi, innovazione, sostenibilità ambientale, regole, senso dello Stato ed etica pubblica.

Sono felice di aver riproposto questo appuntamento che ha riscontrato un discreto successo, anche se con non poche difficoltà organizzative, nella nostra cittadina che si dimostra sempre attenta e sensibile alla tutela dell’ambiente non trascurandone la cura a partire dalla quotidianità della vita.

Oggi più che mai ho la convinzione che tutelare l’ambiente non significhi solo avere cura di un bene per noi incommensurabile, ma è anche sintomo di profonda intelligenza: infatti un ambiente sano, accogliente e “ben sfruttato” è certamente fonte di benessere per tutti e di conseguenza porta positività in ogni ambito in cui il nostro Pianeta può divenire fonte inesauribile di energie e risorse.

Questo è il pensiero rinnovato sul quale dobbiamo costruire il presente per migliorare il futuro e mettere in moto tutte le energie migliori del paese per affrontare la crisi che da tempo ormai investe praticamente tutti i settori. Del resto già Albert Einstein sosteneva che “non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”, quindi ritengo saggio combattere il sempre più diffuso degrado civile e morale cercando di combattere la sempre più radicata cultura della rendita coniugando potenzialità, ambiente, mercato e regole per restituire prosperità, benessere, autonomia e prestigio a tutta l’enorme organizzazione della “macchina amministrativa”.

Proprio partendo dalla quotidianità dobbiamo impegnare noi stessi a risollevare le sorti di un Paese ridotto quasi agli stenti, prendendo atto che dalla crisi si esce non solo con la disciplina fiscale, ma soprattutto accelerando i processi di trasformazione delle ideologie, delle azioni e dei metodi di produzione e quindi delle energie dei cittadini stessi.

Trovo che temi come la tutela dell’ambiente e del paesaggio e la valorizzazione delle nostre risorse culturali assumono un valore che va oltre la mera conservazione, in quanto l’Italia, e sottinteso anche Tarquinia, se vuole, può essere ed è capace di innovare i processi produttivi, magari mettendo sul mercato nuovi prodotti che coniugano tradizione e innovazione, modificando radicalmente i vecchi modelli di business anche in settori considerati tradizionali e maturi.

Credo che sia necessario porsi in un’ottica meno pessimista di quella che prevale in questo momento: dobbiamo innanzitutto ripartire da un rinnovato sentimento nazionale abbandonando la cultura oggi dominante del “vincolo esterno” che fino a questo momento ci ha portati a sentirci e ad essere visti come un paese condannato ad una eterna minorità. Tante sono le iniziative che si possono intraprendere in tal senso, ad esempio il recupero delle coste e del paesaggio come investimento sociale ed economico, il non disperdere rifiuti sui nostri marciapiedi o dentro i canali di scolo, migliorare le azioni di riciclo all’interno dei nostri rispettivi ambienti domestici, razionalizzare l’uso della corrente elettrica etc etc. Bisogna cercare le radici del futuro anche in campi considerati tal volta marginali in quanto non possiamo fare a meno di ridare dignità, orgoglio e prestigio a tutti quei lavori manuali che non possono prescindere dal rispetto dell’ambiente e dalla sua valorizzazione.

Ritengo ovvio che l’economia può crescere diminuendo i consumi di energia, di materie prime, di territorio, l’impatto sul pianeta, migliorando la nostra esistenza e tornando a produrre benessere spirituale e bellezza. L’economia sulla quale dobbiamo puntare è quella che riconosce nella cultura e nell’ambiente non solo un patrimonio da amministrare e tutelare, ma, in fondo, il retroterra stesso della rinascita e della competitività.

Dobbiamo riscoprire nel paesaggio, nell’arte, nell’importanza della qualità della vita valori oggi forse troppo dimenticati e vissuti come lontani .

Invecchiamo tutti, è un dato di fatto. Ma chiedersi come intendiamo farlo, è ciò che determinerà il nostro domani.

Una riprova al di fuori dell’ordinarietà caotica della nostra generazione è rappresentata anche qui, in questa Sala. Dove, fino a sabato prossimo sarà in esposizione la mostra di pittura “Sfumature di emozioni” realizzata dei giovani del centro socio-riabilitativo Luigi Capotorti che con orgoglio rappresento. Opere in mostra che diventano documenti rivelatori di un percorso immaginato, percepito o più semplicemente sognato. Ci sono sogni che sarebbe meglio non possedere e sogni che devono ritornare nella quotidianità delle nostre azioni e dei nostri ricordi.

Grazie dell’attenzione,
Marco Gentili

21
apr 2013
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28/02/13 Discorso per la questione Maretour Srl di Tarquinia

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA


28 febbraio 2013
Discorso per la questione Maretour Srl di Tarquinia
del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.


 

Illustrissimo Signor Presidente,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

prendo la parola in merito alla questione Maretour Srl che ho molto a cuore anche per motivi personali. All’interno del campeggio “Riviera degli Etruschi” ho trascorso meravigliosamente una gran parte della mia infanzia e mi augurerei che questo possa essere lo stesso per molti altri bambini o ragazzi.

Dal 2000, dal mio punto di vista, si riscontra uno stato di carente manutenzione nell’area del campeggio e una gestione che non produce effetti positivi in termini di valorizzazione di tale proprietà e in termini di richiamo turistico. Nonostante dal 2010, ci siano stati interventi di circa 200 mila euro per interventi sui bagni di nuova costruzione e su tutela del campeggio.

Ritengo che sia troppo ottimistico che qualcuno affermi che la Maretur ha investito ingenti fondi per la riqualificazione del camping quando oltretutto non si conosce bene la realtà di un campeggio e le varie possibilità di ristrutturazione. Esistono pochi bagni per persone disabili ad esempio, solo due, e questo dovrebbe essere invece uno degli interventi prioritari e di obbligo.

La zona “Camping”, lo ricordo a tutti, si estende su una superficie di 200.000 mq, e fino all’anno 2000 disponeva di circa 300 piazzole, 55/60 cottage e 40 pajotte, quest’ultime ad oggi non più agibili perché dimenticate all’incuria e alcune delle quali destituite e rimosse.

La società Maretour Srl che dall’anno 2000 detiene la gestione del campeggio e del parcheggio dovrebbe garantire all’Università Agraria un Piano di investimenti (come da precedenti contratti) atto a comunicare la migliore strategia di intervento e gestione dell’area ai fini di un miglioramento logistico in relazione alla sua fruibilità, rispettoso dei corretti parametri ambientali.

Detto questo, passiamo questa sera a discutere i contenuti della proposta di deliberazione avente ad oggetto il “Contratto di affitto attività di campeggio e parcheggio”, in particolar modo quelli che fanno capo all’art. 12 del documento che non posso esimermi da prendere in considerazione. Il suddetto articolo è costituito da svariati comma che fino ad oggi non sono stati sufficientemente ottemperati dalla Maretur Srl e chi mi dice che negli anni a venire ci sarà un cambiamento di rotta con le modifiche di contratto?

Con questo deliberato andremo a mettere mano ad un contratto in essere sottoscritto con Maretour S.r.l. per la terza volta (la prima 01/06/00, la seconda in data  18/05/2010 e il provvedimento di stasera). Permettetemi di esprimervi tutto il mio scoraggiamento nei confronti della gestione rinnovata e un certo senso di amarezza nel notare che si cerca di cambiare tutto per non cambiare niente. Nella prossima stagione, regolamento alla mano, andate a visitare il campeggio, e noterete che anche gli accampamenti di rom sono migliori.

Voto a favore per salvare l’ente Università Agraria che senza questo provvedimento sarebbe costretta ad affrontare un contenzioso con la Maretur Srl e ciò determinerebbe l’intero crollo dell’ente pubblico anche e soprattutto per via della datio in solutum.

Sperando che la nuova Commissione di vigilanza, concordata con il Presidente Antonelli, sulle segnalazioni agli organi competenti per le situazioni all’interno del campeggio medesimo, possa intervenire costantemente con controlli adeguati, mi auguro che tale questione abbia almeno alcuni risvolti positivi per il futuro.

Voto a favore e alzo le mani. 

Grazie,
Marco Gentili

01
mar 2013
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27/08/12 Discorso per la questione dei rapporti con l’Ateneo di Milano

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA


27 agosto 2012
Discorso per la questione dei rapporti con l’Ateneo di Milano
del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.


Illustrissimo Signor Presidente,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

in qualità di rappresentante dell’Università Agraria, delegato ai rapporti con le Università e al progetto Agraria Giovani prendo parola per portare alla vostra attenzione una questione che credo debba essere valutata con dettaglio dalla più ampia partecipazione possibile.

Mi riferisco alla collaborazione scientifica per la ricerca archeologica e per la valorizzazione del patrimonio della Civita, tra l’Università Agraria di Tarquinia e l’Università degli Studi di Milano. Come sappiamo, infatti, e come è sempre importante sottolineare, attraverso le ricerche sul nostro territorio si possono rintracciare riferimenti alla Sardegna, alla Sicilia e ai popoli del Medio Oriente, che, tra la fine del X e gli inizi del IX sec. a.C., hanno avuto con la città di Tarkna contatti che sono stati determinanti per lo sviluppo della civiltà etrusca.

A seguito della delibera numero 27 del 2011 del Consiglio di Amministrazione dell’Università Agraria, è pervenuta la risposta di convenzione dell’Ateneo milanese facente capo al 29 maggio 2012.

La lettura approfondita del Segretario Cea ha rilevato delle difformità con quanto contenuto nella suddetta deliberazione del 2011 e nello specifico procedo a riportare tali incongruenze in maniera sintetica:

l’art. 1, intitolato “Finalità e oggetto della collaborazione”, omette l’intero ultimo comma che nella nostra convenzione affermava che la stipula non comporta alcun onere per noi se non tramite accordi successivi compatibili con la nostra disponibilità di risorse. Il che potrebbe far prevedere impegni di spesa a carico nostro;

l’art. 2, intitolato “Responsabili della Convenzione”, riporta solo alcune modifiche testuali ininfluenti;

l’art. 3 della nostra Convenzione intitolato “Strutture, attrezzature e risorse messe a disposizione della ricerca” a carico dell’Ateneo è stato omesso e il nuovo articolo 3 prende in esame solo il “Regime dei risultati della collaborazione scientifica” che poi sarebbe l’art. 4  della nostra Convenzione;

l’art. 5 è diventato l’art. 4 della Convenzione e mentre noi dichiariamo che ciascuno dei due contraenti, sugli oneri di spesa connessi all’attuazione della convenzione, risponde per la propria parte, Milano afferma che tali oneri verranno gestiti con accordi successivi. Il che lascia presagire una prospettiva tutta da decidere sul piano economico;

gli articoli 6 e 7, rispettivi alla “Copertura assicurativa” e alla “Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, sono stati omessi completamente. Ciò ci pone di fronte ad altri due punti di domanda.

Stabilito questo, grazie alla disamina del Segretario Cea, con la quale ha risposto alla Convenzione in data, 29 giugno 2012, vorrei sollecitare il Consiglio a riprendere in mano questa delicata questione al fine di implementare una strategia di azione che possa evitare il frantumarsi dei rapporti prestigiosi con l’Ateneo milanese ma al tempo stesso possa tutelare l’ente Università Agraria nel proprio ruolo di collaborazione in questo ambito. A tal proposito, con il Presidente del Consiglio Fabio Bordi, abbiamo concordato per i primi di settembre la convocazione della Commissione Affari Generali in maniera tale da riporre particolare attenzione all’analisi del tema sollevato.

Continuare con la ricerca e la valorizzazione del territorio che tanto ha ancora da scoprire, permetterebbe alla nostra Città di continuare ad essere il centro nevralgico di studi sul vasto e storicamente fondamentale patrimonio lasciato dagli etruschi.

Nonostante le numerose difficoltà in termini economici di avviare indagini archeologiche, ritengo essenziale che ciò non resti indietro nell’agenda politica locale; in quanto, tali interventi permetterebbero a Tarquinia di crescere maggiormente sul piano del turismo culturale e di attrarre benefici sia in termini economici che di lustro internazionale.

Certo che comprenderete l’importanza di tale situazione, alla luce dei rapporti ottimali già intrapresi con l’Università degli Studi di Milano durante gli anni ‘80, vi ringrazio per l’attenzione.

Marco Gentil

28
ago 2012
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21/04/12 Discorso per il progetto Earth Day Tarquinia

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA


21 e 22 aprile 2012
Discorso per il progetto Earth Day Tarquinia
del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.


 

E’ bello ritrovarsi qui in questa occasione perché è come un po’ un ritorno alle origini.

Nonostante il progresso e la tecnologia che caratterizzano i nostri giorni, questo evento ci deve far riflettere su un fatto fondamentale ed inconfutabile: l’uomo non può né potrà mai rinnegare o dimenticare le sue origini e non può prescindere dall’avere sempre e comunque un profondo legame con colei che gli permette di vivere: la Terra.

Forse troppo spesso ci dimentichiamo di un concetto fondamentale che ci deve insegnare che dovremmo essere sempre umili e rispettosi nei confronti del nostro Pianeta in quanto siamo noi esseri viventi che gli apparteniamo e non il contrario.

L’uomo ha solamente delle effimere proprietà della Natura concretizzate in alcuni beni materiali che non sono altro che doni che riceviamo più o meno legittimamente, ma la loro precarietà è chiara se si pensa a quanto poco basti per restituirli al Pianeta: pensiamo alle sempre più frequenti catastrofi naturali che ultimamente stanno riempiendo le nostre cronache.

Platone nel 380 avanti Cristo scrisse di un’isola meravigliosa in cui si era sviluppata una civiltà evoluta che, grazie al suo talento creativo fece sì che qualità tecnologiche e intelligenza scientifica si unissero dando vita a questo magnifico luogo nell’Oceano Atlantico. La leggenda narra poi che questa isola da sogno scomparve misteriosamente una notte, a causa di un diluvio disastroso intervenuto per punire la malvagità dei suoi abitanti. Si dice che questa isola fosse Atlantide. Questa leggenda ci fa riflettere: la Natura, prima o poi, si riprende inesorabilmente tutto ciò che ci dona ma che noi non sappiamo usare al meglio.

Il nostro senso di appartenenza dovrebbe palesarsi in ogni momento e in ogni atto, concreto o astratto che sia, con la continua consapevolezza che in qualsiasi attimo e situazione la violazione e la trasgressione adoperata in un punto della Terra non solo viene avvertita in tutti i suoi punti, ma provoca simultaneamente conseguenze irrevocabili anche se poco visibili ai nostri occhi e nell’immediato.

E’ importante salvaguardare la Terra e mantenerla sana ed armoniosa perché, a pensarci bene, è inevitabile che se il luogo in cui viviamo sta bene ed è bello, anche il tenore e la qualità della vita si innalza. Per non parlare del fatto che lo stato di benessere del Pianeta Terrestre si riflette anche sullo stato d’animo e sulle emozioni dell’uomo che, di conseguenza, diventa sempre più prolifero anche in tutte le arti.

Immagini, profumi, suoni e rumori, grazie all’estro dei più grandi artisti del mondo, hanno dato vita ad emozioni, sensazioni o dolori che si sono trasformati poi in opere sublimi a trecentosessanta gradi: dalla letteratura alla poesia, dalle arti figurative alla pittura.

In questa nostra Tarquinia, immersi in questo magnifico luogo che ci accoglie come affascinante cornice, racchiuso dall’ imponente cinta muraria in macco dorato nata nel Medioevo quando questa cittadina necessitava di protezione, non possiamo distogliere il pensiero dai maggiori allarmi che ormai da lungo tempo affliggono l’intera popolazione.

Sarebbe sufficiente cominciare dal piccolo: basterebbero piccoli gesti quotidiani per cercare di porre rimedio all’enorme danno che i “potenti della Terra” compiono con il solo fine di garantire interessi personali e delle multinazionali interessate solo a fare profitti.

Aprendo il nostro sguardo al mondo, poi, uno dei più sentiti ed allarmanti problemi è quello che riguarda il riscaldamento planetario.

E’ necessario arginare e evitare il più possibile le emissioni di gas serra per non andare incontro a situazioni irreparabili. A questo proposito oltre duecento paesi hanno già aderito all’accordo internazionale del Protocollo di Kyoto, che tratta in maniera approfondita proprio questo argomento, ma è grave che gli Stati Uniti, odierni maggiori produttori di gas serra, non lo abbiano ancora sottoscritto.

Fino a pochi anni fa la parola ambiente era pressoché sconosciuta a molti e ancora oggi si pagano gli eccessi di ieri. Soprattutto gli americani che hanno agito più degli altri non consapevoli o semplicemente infischiandosi del fatto che tutto non poteva durare in eterno.

Paradossale, poi, che questa quarantaduesima Giornata Mondiale dedicata alla Terra sia nata proprio negli USA, grazie all’opera e all’impegno del Senatore degli Stati Uniti del Wisconsin Gaylord Nelson, il 22 aprile del 1970.

Quest’ultimo dopo aver assistito alla massiccia devastazione della fuoriuscita di petrolio a Santa Barbara, in California, decise di infondere nei giovani una nuova coscienza emergente contro l’inquinamento di aria ed acqua. Proprio da allora pose la protezione ambientale all’ordine del giorno della politica Nazionale.

L’Earth Day del 1990 ha dato una enorme spinta per gli sforzi di riciclaggio in tutto il mondo e ha dato anche una grossa spinta alle Nazioni Unite per contribuire a promulgare decisamente questo ideale in tutto il mondo.

Tante parole spese fin qui con voi non solo per condividere un momento unico e fondamentale, ma soprattutto per far conoscere a voi tutti su quali valori scientifici e morali mi sono formato e nei quali continuo a credere fermamente. Confido nel mio e nel vostro impegno affinchè, da ora e nel tempo a venire, si accenda una intensa e proficua collaborazione che porti tutto e tutti verso una nuova realtà caratterizzata da rinascita, progresso e prosperità nonostante il difficile momento che il nostro Paese ed il mondo intero stanno attraversando.

Accingendomi dunque alla conclusione, spero che la buona riuscita di questo primo appuntamento nella Giornata della Terra possa essere preludio alla ripresentazione dell’iniziativa anche negli anni a venire! Anche se lo facciamo nel nostro piccolo, sensibilizzare le generazioni dei nostri ragazzi sul tema della tutela ambientale è un investimento che ci ripagherà in termini di salute e benessere psicofisico.

Orgoglioso che Tarquinia si sia unita alle tante altre iniziative realizzate in tutto il mondo, dedicate appunto alla Giornata della Terra, voglio ringraziare enormemente colei che ha reso possibile l’implementazione di questo progetto, Laura Brizi, colui che ha dedicato tempo prezioso alla presentazione grafica di questo evento, Omar Cutini Calisti, mio fratello Carlo Gentili, addetto alla comunicazione con la stampa, la segreteria dell’Università Agraria di Tarquinia nella persona di Laura Moscetti, il Presidente Alessandro Antonelli che ha supervisionato la realizzazione di queste giornate e tutti gli intervenuti. Un doveroso ringraziamento a: Sua Eminenza Mons. Luigi Marrucci, Vescovo della Diocesi di Tarquinia – Civitavecchia, alla Dott.ssa Caterina Fanali, grazie Caterina!, a Vittoria Tassoni, grazie!, fino ad arrivare alle associazioni che, domani tempo permettendo,  delizieranno i bambini e i ragazzi con momenti di gioco e sensibilizzazione: mi riferisco all’associazione ArcheoNatura di Viterbo, all’associazione Contatto Natura di Tarquinia e all’associazione Il Caleidoscopio di Tarquinia.

In ultimo un grazie sincero al Sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che ha sposato questa iniziativa fin da subito e che ci ha incoraggiati nella sua splendida realizzazione!

Grazie ancora,
Marco Gentili

28
apr 2012
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16/01/12 Discorso per la crisi politica creatasi nell’Ente Agrario di Tarquinia

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA

16 gennaio 2012
Discorso per la crisi politica creatasi nell’Ente Agrario di Tarquinia
del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.

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Illustrissimo Signor Presidente,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

I partiti politici hanno un ruolo fondamentale in un sistema democratico. La loro peculiarità è quella di raccogliere le esigenze che nascono dai bisogni dei cittadini e tentare di risolverle.

Ma i partiti sono tutti uguali e agiscono alla stessa maniera e per lo stesso scopo? Non mi pare, visto lo scenario in cui ci troviamo oggi.

Anche la storia ci insegna che non è così: Sandro Vallesi e Sergio Mancinelli Ex-Presidenti dell’Università Agraria di Tarquinia, per cause molto più degne e nobili rispetto alle vostre beghe mentali e alla vostra mania di protagonismo, se vogliamo dirla tutta hanno cessato il mandato elettorale per decadenza anticipata. Il primo nel gennaio del 1990 e il secondo nel dicembre del 1999.

Ogni parte politica ha una visione propria della società e su questo stabilisce i suoi programmi per avere il consenso degli elettori e formare alleanze. Benissimo. La nostra maggioranza ha eseguito buona parte del suo programma condiviso unitariamente da tutti quelli che ora si riservano di valutare assise per assise gli atti presentati.

I messaggi provenienti dal vostro, a dir poco squallido, mondo politico, in questi ultimi tempi sono piuttosto deludenti, perché più che rivolti alla soluzione dei i problemi dei territori di Tarquinia, sembrano concentrati a garantire l’esercizio del potere espansivo ai vari esponenti una volta nominati.

Non mi sono particolarmente chiare le motivazioni di alcuni membri di questo Consiglio che li hanno portati a collidere con esso[1].

Pensate davvero che ognuno di noi quando si era candidato non si auspicasse di ottenere i voti necessari per ricoprire incarichi maggiori del Consigliere? Io personalmente no, e credo che la mia visione, almeno che questi non siano ipocriti, possa essere estesa a tutti nostri Colleghi. Tuttavia, ringraziando i nostri sostenitori siamo qui chiamati ad agire per loro e anche per quelli che non ci considerano proprio. Queste prerogative appena menzionate sono la fondamentale base della democrazia. Non avendo ottenuto maggiore supporto dai nostri compaesani non abbiamo chiesto alcunché. Specialmente ora e dove non siamo stati neanche eletti.

Questo stato di cose e di accadimenti sta generando dei “veri artisti della politica”, che una volta eletti, fiutano l’aria, formano il loro nuovo partitino e, visto che la politica paga bene, sono pronti e buoni per stare a destra o a sinistra secondo il tornaconto personale, in barba agli elettori che li hanno votati, magari in un altro partito e per scopi più nobili.

Se questa sera cade questa Amministrazione è ora che la gente dica con chiarezza a questi signori “ben pensanti” che sono stati votati non perché sono Pinco Pallino, ma perché vorrebbe vedere risolti i diversi problemi, perché vuole esaudite le proprie aspirazioni e perché spera di migliorare le proprie condizioni di vita. E’ su questo, e solo su questo, che un leale e onesto cittadino eletto deve dimostrare le sue capacità ed impegnarsi. Non è legittimo scambiare il consenso elettorale ottenuto tramite il lavoro e le idee di molti per una specie di tesoretto o portafoglio personale, da portare a destra o a sinistra con il fine di mercanteggiare col miglior offerente la propria “carriera” politica.

Detto ciò, voglio quindi ribadire la mia profonda convinzione: la politica deve essere vista come un agire a tempo determinato e come una missione al servizio del bene comune.

Proprio per questo guardando esclusivamente a questo Ente, chiedo nuovamente a Lei Presidente Antonelli di mettere la fiducia in un programma che fino a ieri sosteneva gran parte di questa assemblea e che io continuerò a supportare, sperando anche nella buona fede di ogni singolo Consigliere che stasera sarà chiamato al voto. La esorto inoltre a non esitare nel chiedere la stessa e, se questa sarà ottenuta, di prendere in seria considerazione la proposta di mettere a giro la delega del bilancio, nei modi e nei tempi che Lei conosce. Ringraziando il Consiglio nel rispetto della Politica, del nostro patrimonio e della salvaguardia pubblica generale.

 Grazie ancora,
Marco Gentili

 

17
gen 2012
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02/11/11 Discorso iniziativa Streaming sedute Consiliari

 

UNIVERSITA’ AGRARIA DI TARQUINIA

2 Novembre 2011

Discorso riguardante l’Iniziativa Streaming sedute Consiliari

 del Consigliere Agrario PD, Marco Gentili.

 

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Illustrissimo Signor Presidente,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

avere la possibilità di presentare questa proposta, atta alla conoscenza delle risorse amministrate nel nostro territorio dal nostro Ente e da me avanzata, in cui sono indicati precise attuazioni per la trasmissione in diretta delle sedute in streaming su internet, è molto importante.

Non tanto per mero entusiasmo personale, ma per un preciso aspetto Politico ed Amministrativo. Sono dell’avviso che l’assicurare ai nostri concittadini la massima circolazione possibile delle informazioni sia all’interno del’Università Agraria di Tarquinia e tutto il mondo esterno sia una prerogativa fondamentale ed indispensabile.

Mentre la sfiducia dei cittadini italiani nella politica, per usare un termine a noi molto vicino, “galoppa”, assieme all’incertezza nel futuro delle giovani generazioni che mi trovo a rappresentare, i dati dell’Atlante Politico di Demos, raccolti attraverso un sondaggio condotto  una settimana fa, descrivono, infatti, uno scenario statico e pressoché stagnante, sul piano elettorale. Di qualsiasi colore politico. Ormai anche i giornali riportano che ben 9 italiani su 10 non credono nei Partiti politici e nella Politica in generale. E’ un dato incredibilmente allarmante, ma grazie a questo governo, non mi dice niente di nuovo.

La frustrazione dei giovani, privati del futuro, costretti a un eterno presente e naturalmente precario, fa si che, l’indignazione è ormai un esercizio collettivo dove tutti si sentono, per pochi individui, o per pecore asservite ad un padrone, legittimati. Contro le istituzioni pubbliche, contro lo Stato, i Partiti ed i politici.

E’ evidente che ci sia bisogno di dare un segnale come questa proposta che, dopo l’abbattimento delle barriere architettoniche nel Palazzo Vipereschi, apporterà importanti modifiche nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i diritti dei cittadini. Infatti, non solo è previsto il diritto di prendere visione dei Consigli, ma anche dell’attività amministrativa che, a mio parere, deve ispirarsi al principio della massima trasparenza possibile. Intesa, se vogliamo, anche come accessibilità ai riferimenti di tutta l’Amministrazione corrente. Non a caso dal mio primo insediamento sul mio sito, sotto la voce “Operazione Trasparenza“, ho inserito tutti i miei dati anagrafici e personali accessibili a tutti. Proprio per assumere una determinata posizione Politica.

La trasmissione in streaming consente, innanzi tutto, la totale chiarezza di fronte a quelle persone che non possono assistere ad una o più Consigli dell’Ente in questione.

Questo servizio, inoltre, sarà certamente utile ed efficace per aumentare la visibilità dei propri eventi e comunicare in video sia in diretta (live) o in differita (on demand) offrendo il notevole valore aggiunto di rendere fruibili sul web i contributi audio e video in modo da garantire la possibilità di rivedere nel tempo un determinato evento o una sezione specifica quante volte lo si desidera attraverso il proprio Personal Computer.

La soluzione di video streaming risulta quindi ideale per raggiungere importanti obiettivi quali: accrescere il pubblico dei propri eventi; comunicare in audio e video senza vincoli di spazio e di tempo, a costi molto bassi e trasmettere congressi, convegni, conferenze e manifestazioni in genere senza particolari marchingegni.

Questa trasmissione, infatti, sarà inoltrata via internet e potrà essere vista da tutti coloro che intendono partecipare, anche se non di persona, a tutti gli incontri che si riterrà opportuno.

Quale migliore strumento, se non quello telematico oggi tanto diffuso, per trasformare il ruolo passivo della popolazione ad attivo? Sono convinto, infine, che una cittadinanza attiva apporti grandissimi vantaggi a qualunque Ente e soprattutto al nostro, a lei così vicino.

La trasparenza in politica è un valore fondamentale ed irrinunciabile alla base della democrazia rappresentativa. Trasparenza, ma anche informazione, il più possibile completa e soprattutto corretta, sono due condizioni essenziali che consentono alle democrazie rappresentative di vivere.

 Grazie ancora,
Marco Gentili.

03
nov 2011
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17/09/11 Book e Wine con Giulia Innocenzi e Pierfrancesco Diliberto

(clicca sull’immagine per ingrandirla – tutte le altre fotografie qui)

Salve a tutti,

da rappresentante dell’Università Agraria di Tarquinia, delegato ai rapporti con le Università e al progetto Agraria Giovani, con molto piacere, dopo anni di conoscenza e amicizia fondata su lotta politica e battaglie condivise, oggi ho voluto con determinazione portare a vostra conoscenza la presentazione del romanzo “Meglio fottere, che farsi comandare da questi” di Giulia Innocenzi.

Se anche ci siamo persi un po’ di vista, continuo a condividere molte cose di ciò che scrive in rete e molte petizioni virtuali che porta avanti con avaaz.org che, se no erro, solo in Italia  ingloba più di 400.000 utenti. Conoscenza dicevamo, nata all’interno dell’Associazione Coscioni, incominciata nel 2008 alle origini degli Studenti Luca Coscioni che a breve, il primo ed il due ottobre, aperta e chiusa parentesi, li vedrà protagonisti dell’8° Congresso dell’Associazione Coscioni a Roma.

In questi casi, comunque, si inizia sempre con la semplice e banale frase “Ho letto attentamente il libro!”, ebbene sì! Ho letto attentamente il libro ma soprattutto mi sono appassionato incredibilmente alle storie! Ultimamente, ad un passo dalla laurea, mi è capitato di affrontare diverse letture piuttosto categoriche riguardanti “la politica di oggi” ma con molta sincerità questa lettura non ha appesantito neanche un secondo la mia attenzione. Dedicandomi ogni giorno alla politica e alla sua attualità da terzo paese del mondo, senza eccezione per quella locale, solitamente cerco di fare, in alternativa, letture di altro genere ma quando ho sentito che usciva il libro di Giulia con questo titolo così pieno di una insoddisfazione che ormai ha lacerato gli animi della maggior parte dei cittadini italiani, ho detto “Non posso perdere l’occasione di portarlo a conoscenza della gioventù di Tarquinia e dei paesi limitrofi, per quanto mi è possibile”, ed ho aggiunto: “Non vedo l’ora di respirare tra quelle righe un’ondata di senso liberatorio e di famigliarità con quello che succede intorno e poco più lontano da me”.

In effetti è stato proprio così. E ne sono rimasto colpito.

Quello che Giulia ci presenterà subito dopo questo mio intervento è un romanzo che lei stessa ha definito “di fantapolitica realistica” perché frutto di un mix di realtà e fantasia che in ogni capitolo si intrecciano nello svolgimento di episodi di vita politica a tratti incoraggianti, a tratti sconvolgenti, dove noterete bene che ogni riferimento, ironicamente parlando, a fatti reali è puramente casuale. Chi ha letto il libro sa bene che tutta la storia si basa sulle peripezie di quattro personaggi che appartengono rispettivamente a quattro Partiti contraddistinti da logiche ben definite: il Partito dei Forti, il Partito di Tutti, il Partito dei Buoni e il Partito dei Puri. Ciascun personaggio cercherà di approcciarsi alle formule ideologiche del Partito di appartenenza seguendo diverse strade: c’è chi, in nome di una fragile inconsapevolezza della dimensione sociale generale, si lascia pilotare da un partito xenofobo, c’è chi, a costo di rappresentare il più possibile le esigenze di una intera cittadinanza, rischia di perdersi in una futile demagogia, c’è chi arriva a servirsi del proprio corpo e della propria immagine per acquisire un ruolo nei piani alti della politica ed infine c’è chi, in virtù di una ideologia democratica non rispettata dagli altri compagni di Partito nelle sue componenti più pacifiste, finisce in carcere come vittima di un complotto interno.    

Ma detto questo, prima di lasciare come detto a Giulia e a Pierfrancesco la spiegazione dettagliata della storia in modo tale da entrare nel vivo dell’incontro, voglio dirle che la sua elaborazione stupisce nel modo in cui la vita politica, estremizzata nella cornice quotidiana dei quattro giovani, dà il riflesso di ciò che è accaduto all’Italia e di ciò che, giudizio personale, purtroppo le sta ancora accadendo.

Dopo la lettura ho riflettuto per l’ennesima volta sulla realtà che viviamo, purtroppo, giorno dopo giorno, e non è ripetitivo ricordare in questa occasione che se vogliamo cambiare lo stato delle cose, non possiamo pensare di farlo solo dal punto di vista politico. Per cambiare la politica, devono cambiare anche quelle dimensioni che con essa sono stramaledettamente connesse, concedetemi il termine. Penso all’economia e ai suoi poteri forti, agli aspetti del sociale che entrano in conflitto tra loro molto spesso e al modo in cui la religione influenza, nostro malgrado, le decisioni politiche ed amministrative. Non si può continuare a considerare la politica come una entità distaccata di persone che operano lontano dalle maglie della società: nel Parlamento italiano del resto è presente certa parte del mondo economico che spinge per favorire determinati colossi aziendali, certa parte del mondo religioso che tenta di strappare consensi al mondo laico, ivi presente e via dicendo. È dunque la società nel suo complesso che è in politica e in qualche maniera fa la politica e se non cambiano le mentalità, se non tornano il buon senso e il valore del bene collettivo, c’è sempre il rischio che la politica degeneri, come succede in questo preciso momento storico. Non a caso, un grande personaggio di nome Mahatma Gandhi, la cui storia ispira in qualche maniera le idee pacifiste mie e di Giulia, ha affermato le seguenti parole: “In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica”. La quotidianità è in effetti intrisa di politica. Gli stessi cittadini fanno politica e, secondo il grado di partecipazione attiva, diventano politici ma se le cornici di intervento non hanno per loro accesso, tutto si riduce a gossip quotidiano.

Il sistema stesso della partitocrazia, criticato in maniera evidente dalla nostra Giulia, si nutre sempre più spesso di discorsi superficiali e poco consistenti e devia i cittadini dai buoni propositi di organizzazione e legittimazione della vita politica. Carl William Brown inoltre diceva che “Sin da quando il popolo ha conquistato il diritto di voto i burocrati si sono impegnati per rendere i sistemi di governo sempre più stupidi e caotici e purtroppo ci sono riusciti”. Non a caso in Italia abbiamo la legge del 21 dicembre 2005, numero 270. Nota anche come “Porcellum” dalla definizione di “porcata” che ne aveva dato il ministro per le Riforme, il leghista Roberto Calderoli. Che rende impossibile per i cittadini eleggere direttamente i propri rappresentanti al Parlamento e che rende, altresì, molto più difficile mantenere un radicamento territoriale e un rapporto tra eletti ed elettori.

Dovremmo prendere proprio esempio da personaggi come il suddetto Brown, letterato bresciano dal cuore rivoluzionario, che non a caso, come protesta contro l’indifferenza, la superficialità delle persone e la forza corruttrice del potere, diede vita ad un sito piuttosto “sopra le righe” e che similmente al libro in questione intitolò www.fottetevi.com (Tranquilli, però, non è un sito porno, come non è un romanzo porno nemmeno quello di Giulia!). È stato piuttosto sorprendente trovare affinità con il titolo del libro della Innocenzi, soprattutto è stato piacevole, grazie alla ricerca di un semplice aforisma, rintracciare un personaggio con la stessa spinta propulsiva della nostra ospite.

Non voglio dilungarmi oltre, perché è arrivata l’ora di lasciare la parola a colei che da giornalista, dietro una balaustra, conduceva generazione zero. Colei che, dietro lo scudo del famoso bipartitismo, faceva interviste a nuove leve politiche, ma anche a giovani che hanno già fatto un breve pezzo di storia e di percorso. Colei che, quando non inviata, affrontava politici, ospiti e pubblico, diventando gesto e parola assieme. Totalmente volto e anima della gente. Colei che arriva sempre come un vento spensierato, forse anche troppo, a parlarci di fatti ed antefatti quotidiani che hanno riguardato la nostra vita, quella di cui, a volte non ci ricordiamo di stare vivendo. Una vera e propria combattente con idee molto chiare.

Grazie davvero di cuore a lei, a Pierfrancesco e a tutti voi per essere qui questa sera!

Marco Gentili

18
set 2011
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